Dopo circa un mese si riparte con e la nostra meta sarà “La Provenza” e precisamente, come base, sarà la cittadina di Chateaurenard. Luogo che ci siamo stati molte volte ma sempre piacevole ritornarci.
Come di nostra prassi per arrivare alla nostra meta facciamo un paio di giorni a vagabondare sulle strade per vedere luoghi nuovi.
In questo viaggio il tragitto sarà questo: Monginevro, Vizille, Veynes costeggiando il Parco del Vercors, Serres, Nyons, Mountbrun les Bain per arrivare a Sault che sarà la nostra prima notte. Da quest’ulltima cittadina rientriamo in un tragitto “normale e logico” per arrivare al nostro campo base:Camping la Roquette a Chateauxrenard.
La giornata di viaggio è caratterizzata dalla pioggia e da nuvole basse pertanto ci ha rovinato i panorami, che speravamo di vedere, quando costeggiamo il Parco Regionale del Vercors.
Intorno le 18,00 arriviamo a Sault e ci dirigiamo immediatamente all’area sosta della città; piena come un uovo ci sono solamente 10 posti ed è gratuita. Dopo un attenta analisi del luogo capiamo che, avendo un mezzo piccolo, riusciamo a parcheggiare senza recare disturbo ad alcuno e la viabilità dell’area non viene compromessa!
L’indomani, cioè domenica 15 giugno, fatta la colazione usciamo dall’area sosta in cerca di un parcheggio vicino al centro storico per fare una visita alla cittadina. Si presenta carina e sorridente (come tutti i villaggi provenzali), il centro storico è abbastanza accessibile alle carrozzine. Da alcune zone del centro storico si intravede il Mount Ventoux riconoscibile dalla cima bianca. Proprio da qui parte una delle strade che porta alla cima.

scorci di Sault

Scorci di Sault

La cima bianca è il Ventoux
Risaliamo sul van e imbocchiamo la D 942, attraversiamo il paesino di Monieux che dopo pochi chilometri ci immerge sulla parte panoramica delle Gorge de La Nesque. Anche questa strada è molto panoramica ma pochissima possibilità di parcheggiare per scendere dal mezzo ( per noi carrozzati è praticamente impossibile..) per ammirare il panorama.
La percorriamo per tutta la sua lunghezza che termina a Villes sur Auzon che come Sault fanno parte del Parco naturale del Mount Ventoux.

Per la sosta pranzo, mentre attraversiamo Venasque ( il paese delle ciliegie…ciliege ovunque!!!) il mio navigatore ( Elena) nota che sulla strada, con una piccola deviazione, c’è un santuario da visitare, il “Santuario ed Eremo de Saint Gens”.
Sistemata la “barra di comando” raggiungiamo il villaggio di – Le Beaucet -, imbocchiamo una stradina piccolina ( la D 39a) e arriviamo sullo spiazzo, ben ombreggiato, del santuario.

ciliege

Santuario eremo


Mentre cerchiamo di sopire i morsi della fame facciamo una ricerca dove possiamo passare la notte che abbia la possibilità di poter fare una doccia e che sia nelle corde della nostra “road map”. La scelta cade su un campeggio nelle vicinanze del villaggio di Murs.
Sono le 16,00 quando varchiamo il cancello del “Camping Les Chalotte de Murs”, immerso nel bosco e lontano dal villaggio circa 5-6 chilometri….non una casa nelle vicinanze!
La reception è chiusa e un cartello ci avvisa di andare tranquillamente a scegliere la piazzola che l’ufficio aprirà alle 19,00 per potersi registrare e pagare quanto dovuto per la sosta. Pratica non inconsueta in Francia, soppratutto in quei campeggi lontano dalle città e zone poco antropizzate.



relax
Finalmente una sosta con a disposizione docce e servizi igienici adeguati anche per noi carrozzati. Approfittiamo di questa sosta per ricaricare “le batterie”, umane e del van, che segnavano già la riserva. Sono solo una manciate di ore ma ci basteranno. Anche i servizi igienici per disabili sono adeguati, l’unico problema è che servono le chiavi per accedere al locale e saranno disponibili solo alle 19,00 quando aprirà le reception.
La “vita” da campeggio è sempre divertente e stimolante soprattutto quando arrivano campeggiatori con poca esperienza…il divertimento è assicurato! Anche noi, circa 25 anni fa, quando ci siamo approcciati al campeggio abbiamo divertito i più esperti, è una ruota che gira…ora tocca a noi sorridere alle soluzioni che i novelli mettono in essere.


Questa volta è toccato ad una coppia abbastanza attempata ( più o meno nostri coscritti…) e sono in possesso di un van camperizzato all’origine. Si vedeva che era la prima volta che lo usavano in un campeggio con piazzole poco piane e ci hanno intrattenuto ( noi e tutti i vicini di piazzola) con il parcheggio del mezzo, ci sono andati ben 20 minuti, di manovre, per trovare la posizione adeguata e che il mezzo fosse abbastanza in piano!
L’ indomani riprendiamo il viaggio intorno le 09,30 in direzione di Gordes e abbiamo anche in programma la visita dell’Abazia di Notre-Dame de Sènanque, manufatto molto pubblicizzato per la bellezza immersa nei campi di lavanda.
Riusciamo a trovare parcheggio a Gordes, scendiamo e ci avviamo a fare i turisti. Questo villaggio è uno dei borghi più belli e caratteristici della Francia dovuto alla sua storia medioevale e dalla presenze di molti artisti e attori benestanti che vivono in loco e si sono occupati della ristrutturazione in toto della cittadina. Tanto risulta interessante la visita ai normodotati tanto risulta inutile e faticosa a chi è costretto muoversi in carrozzina; i carrozzati possono arrivare sino alla fontana sotto il castello, il resto delle viuzze sono impraticabili per noi dovuto alla forte pendenza che hanno.












Nel giro di un’oretta risaliamo sul van e ci dirigiamo verso l’Abbazia di Sénanque; situata in fondo ad una piccola valle risulta un belvedere, l’edificio è ben mantenuto, il parcheggio per i turisti non molto adeguato ma d’altronde lo spazio non è molto.
Quello che mi sono accorto che mancavano in campi di lavanda, eppure nelle foto che si trovano in rete dà l’impressione che il sito vi sia immerso. Infatti tutte le immagini che si trovano sono prese da una sola angolazione dove ci sono un centinaio di piante di lavanda!!!
La visita all’interno è possibile solo per i bipedi pertanto mi accomodo in una zona di ombra, vicino ad un cancello che da l’accesso al cortile interno dell’abbazia e attendo che Elena faccia il suo giro. Da li a poco vengo agganciato da un signore sui 75 anni e mi chiede se sto aspettando che mi aprano il cancello per entrare…la mia risposta e negativa. Evidentemente la mia risposta sbrigativa non lo ha soddisfatto cosi passo la mezz’ora di attesa , con questo chiacchierone. Tedesco di Monaco e anche lui sta girando la Francia con la moglie. Comunque la nostra conversazione è stata un misto tra : italiano, tedesco, inglese e francese, io non sono una cima con le lingue straniere ma anche lui non era proprio un interprete linguistico…ma ci siamo capiti e anche divertiti…ci siamo salutati con un “ au revoir et bon voyage”!
Nel mentre è giunta l’ora di pranzo, trovata una piazzola a bordo strada e blocchiamo il van per un oretta e mezza.
Non siamo molto distanti dalla nostra meta finale dove ci fermeremo per l’intera settimana e dove incontreremo Marta e Roby.
Intorno le 15,30 siamo a Chateauxrenard e siamo in procinto di entrare nel campeggio.
Preso possesso dell’Emplacement ci sistemiamo: tiriamo i fili da stendere, ci allacciamo alla corrente elettrica e tiriamo fuori tavolo, sedie e fornello.
Da li a mezz’ora arrivano anche Marta e Roby e dopo un veloce saluto si recano al bungalow che avevano prenotato, ci vedremo più tardi.
La nostra coppia di amici erano già stati, di passaggio in quelle zone, ma questa volta li accompagneremo a visitare questa parte di Provenza in modo più approfondito.
Dopo cena ci troviamo tutti nel loro bungalow e pianifichiamo cosa andare a visitare nel poco tempo che abbiamo: Avignone, Roussilion, Le Beaux de Provence e tempo permettendo una passeggiata nel parco delle Alpilles.
Martedi ore 10,00
si parte per visitare Avignone che dista solamente 10 km. In 40 minuti, causa traffico, arriviamo alle mura della città vecchia e troviamo una sorpresa…un pochino scomoda per noi carrozzati: i parcheggi incastonati tra il Rodano e le mura della città sono tutti chiusi! La chiusura è dovuta che l’indomani arriva la Fiamma Olimpica e ci saranno grandi festeggiamenti per accoglienza della stessa.
Girovaghiamo un pochino per trovare parcheggio ma nulla da fare. L’unico luogo dove poter lasciare i mezzi è dall’altra parte del Rodano, lungo la sua sponda a ridosso del campeggio ci sono dei parcheggi liberi.
Fortunatamente siamo attrezzati con il propulsore elettrico altrimenti la visita turistica di piacere si sarebbe trasformata in una maratona con il rischio che le nostre braccia si sarebbero staccate dal resto del corpo! Abbiamo potuto parcheggiare a circa un chilometro dalle mura della città e il tragitto è tutt’altro che in piano, poi c’è da tenere a mente che arrivare sino alla vecchia residenza papale il tragitto è in salita sul ciottolato, i giardini del castello dei papi si trovano nella parte più alta del centro storico, anche le viuzze che lo compongono non sono in piano!








Avignone è sempre bella e accogliente gira che ti gira si sono fatte le 13,00 e decidiamo di pranzare in uno dei tanti bistrot sulla piazza dell’ “ Hotel de Ville”(il municipio).
Piazzetta graziosa dove è installata in modo permanente un vecchia giostra di cavalli. Ci accomodiamo e facciamo l’ordine al “Maitre”, i prezzi sono abbordabili. La sorpresa è arrivata al momento di pagare: due bottiglie di acqua ( una naturale e una con bollicine) ci sono costate 14,00 euro, 7 euro cadauna! Consiglio di ordinare l’acqua di rubinetto che viene chiamata: “eau en verre”.

Dopo qualche minuto di sconcerto riprendiamo la visita della citta. Rientriamo alla base intorno le 17,00, stanchi fisicamente e della vita propria degli arti inferiori che ballavano la tarantella…dovuto alle sollecitazioni affrontate su strade con ciottolato.




Mercoledi 19 giugno
Oggi si parte per Roussilion la terra delle ocre, anche questo è un paesino molto carino e caratteristico situato in punta ad una collina!
Non mi dilungo a presentarvelo lascio le foto e video che lo facciano.














Giovedi 20
Oggi in programma abbiamo la visita a Le Beaux de Provence, nel tardo pomeriggio per evitare sole e caldo, sino ad allora ci dedichiamo a fare la spesa per una mangiata di pesce per mezzogiorno, poi riposo sino sino alle 16,00.
Le donne rientrano dalla spesa con una sporta di gamberoni giganti e una tonnellata di paella…di cui a tavola, gli rendiamo gli onori più solenni!!!
Alle 16,30 e ci troviamo pronti ad affrontare Le Beaux de Provence; si tratta di un borgo medioevale totalmente ricostruito a favore del turismo che comunque vale la pena visitare.
Per noi carrozzati è una sfida visitarlo ma sopratutto è una sfida riuscire ad arrivare allo spiazzo panoramico nella parte più alta! Impresa riuscita con l’aiuto di Elena e Marta che in alcuni punti ci hanno spinto e controllato che non rotolassimo a terra e fare la fine delle tartarughe sulla schiena!










Venerdi 21
Giornata di riposo e di preparazione per la partenza dell’indomani ma per chiudere in bellezza abbiamo un’altra sfida da affrontare: inoltrarsi nel “Parco naturale delle Alpilles”. Si tratta di una formazione di “montagne” calcaree con altipiani e tanti sentieri che le percorrono. Si trova incastrato dalla cittadina di Saint Remi de Provence ( detta anche la piccola Avignone) da una parte e Maussane les Alpilles dall’altra.
Sulla strada che parte da Saint Remy in direzione Maussane attraversa questo parco naturale e arrivati al colle esiste un grande parcheggio dove partono sentieri e la strada asfaltata di servizio al gruppo antenne situate nella parte più alta e centrale del parco.
Proprio questa striscia di asfalto ci permetterà di addentrarci in questa oasi verde, il terreno è abbastanza impervio intervallato da piccole valli e cime immersi in una caratteristica vegetazione molto particolare. L’obbiettivo è di raggiungere “ Le Rocher des Deux Trous” sono due buchi situati su una parete di roccia dove si può ammirare il panorama della piana di Chateauxrenard, Avignone, Cavallion. Noi in carrozza non potremmo godere di questi panorami dai buchi ma arrivare nelle vicinanze sarebbe una grande soddisfazione.
L’impresa è riuscita sempre grazie a Elena e Marzia che in alcuni punti ci hanno dato una spintarella a salire le parti più impervie e sterrate. Dopo questa esperienza ci siamo ripromessi di studiare il metodo per avere più potenza di traino ai nostri propulsori elettrici in modo che ci permettano di fare queste escursioni in autonomia e soprattutto non usare il compagno di passeggiata come “mulo da soma”!
Lascio parlare le immagini.







Sono state due ore intense dove abbiamo potuto provare un altro modo di riprenderci un’altra parte della vita precedente, seppur con i suoi limiti.
Abbiamo chiuso la passeggiata con una cena da trekkers: panini, cioccolato, scatolette di tonno e simmental…attorno ad un tavolo di pietra della zona parcheggio; questa atmosfera – di altri tempi non lontani- ci ha fatto dimenticare di avere le natiche su una sedia a rotelle per muoverci..impagabile.
La zingarata è al termine, domani mattina si parte per il rientro a casa con un bagaglio di ricordi impagabile e con la consapevolezza che anche siamo costretti a muoverci con una carrozzina si possono raggiungere certi obbiettivi per continuare ad avere vita, che di normale non ha nulla ma la rende più accettabile e soddisfacente. Questo vale sia per il carrozzato ma sopratutto per la persona che gli è affianco…nel mio caso..mia moglie Elena.
Nota.
Il campeggio che ci ha ospitato “la Roquettes” è attrezzato molto bene per i disabili e forse l’unico punto negativo è avere un solo bungalow attrezzato per disabili. I servizi igienici in comune sono ben strutturati e organizzati, campeggio consigliato!